"Fu una stimolazione forzosa, enorme, che mobilitòtutte le branche dello scibile e ci dette grande forza"


Testimonianza del prof. Alfio Del Serra (I)

"Durante l'alluvione del 1966 avevo 35 anni ed ero nel pieno della mia attività professionale. Con tre colleghi avevamo il laboratorio di restauro sotto gli Uffizi e andò completamente allagato. Immaginatevi che tragedia sia per le opere già restaurate sia per quelle ancora da restaurare delle quali eravamo responsabili.

Fu decisivo cominciare subito il salvataggio delle opere perché le opere bagnate sarebbero "esplose", soprattutto gli affreschi. Particolarmente nel restauro degli affreschi fu molto forte l'iniziativa privata perché lo Stato in quel periodo era inesistente.

Tra i colleghi ci fu stretta collaborazione per tamponare i gravi danni subiti dalle opere d'arte. Volevamo scandagliare tutto ciò che era stato danneggiato. Visti i fenomeni ne valutavamo le conseguenze e prendevamo provvedimenti. C'erano diverse tecniche per asciugare gli affreschi, per esempio i tedeschi li scaldavano dalla parete posteriore .

Ci inventavamo le tecniche quotidianamente. Andavamo a dormire spremendoci le meningi su ciò che potevamo fare sull'opera sulla quale lavoravamo. Il problema dei dipinti venne risolto portandoli alla Limonaia di Boboli per fare in modo che non si asciugassero completamente perché sapevamo che il momento peggiore era quando le opere erano completamente asciutte, cosa ancora più grave per gli affreschi. Ci é capitato spesso di trovare opere completamente rovinate da non poterle riconoscere. Il lavoro fatto in quegli anni ci aiutò a crescere, aiutò la sperimentazione e l'invenzione di nuove tecniche degli anni Settanta che non ha eguali. Si dovevano tentare soluzioni ardite che portarono conferme. Fu una stimolazione forzosa, enorme, che mobilitò tutte le branche dello scibile e ci dette grande forza. Molte cose che sappiamo oggi le dobbiamo al duro lavoro fatto in quel periodo".

Il prof. Alfio Del Serra é uno dei restauratori delle opere degli Uffizi. Tra le opere da lui restaurate la "Venere" del Botticelli.



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