Indice:
LE MADRI “CANGURO”
Di Sandra Rogialli (Psicologa)
PROBLEMI E QUESTIONI APERTE DEL METODO DELLE “MADRI CANGURO”
Da Davanzo R. Assistenza dei neonati a basso peso con il metodo della “mamma canguro” nei paesi in via di sviluppo – linee guida per gli operatori sanitari.
PRIMA LE DONNE E I BAMBINI
Le scarne cifre dell’umanizzazione
Di Valeria Castagna (Ostetrica)
NUTRIZIONE E CURA DEI BAMBINI PREMATURI DA IERI A OGGI
Di Cristina Serberi e Claudia Massopust (Ostetriche)
INCUBATRICE ED EFFETTI A LUNGO TERMINI
Di Paolo Crepet (Sociologo, psichiatra, ricercatore per l’OMS)
I DIRITTI DEI GENITORI E DEI BAMBINI RICOVERATI: “PICCOLO MANUALE DI PRONTO SOCCORSO GIURIDICO”
Di Giuseppe De Micheli
EDITORIALE D&D 10 - DICEMBRE 1995
GENITORI COMPETENTI: DONO NATURALE E CONQUISTA INTELLETTUALE
Lavorando su questi due numeri di D&D, ci siamo rese conto di avere sbagliato il titolo “Il neonato malato”. Addentrandoci meglio nella tematica, ci siamo accorte che per la maggior parte dei bambini prematuri non si tratta in realtà di bambini malati, bensì di persone piccolissime sane, che necessitano solo di protezione per poter finire il loro processo di crescita e sviluppo. Seguendo ancora Marina Marcovich, ci rendiamo conto, che la situazione di questi piccolissimi non è dissimile da quella delle donne in attesa: è l’eccessiva medicalizzazione a renderli malati, il rispetto per loro e il sostegno per rinforzarne i potenziali invece gli permettono di mantenersi in salute. E anche in questo caso una migliore conoscenza dei processi fisiologici e dei potenziali di sviluppo permettono un’assistenza più adeguata e meno invasiva.
Quando si parla di un bambino sano, la competenza naturale dei genitori ridiventa primaria: il bambino prematuro, più di ogni altra cosa, necessita del corpo e dell’affetto di sua madre. Quanto sia efficace il corpo materno nell’accudire il bambino prematuro, ce lo insegnano le donne dei paesi in via di sviluppo, dove la mancanza di disponibilità di tecnologia ha portato alla riconsiderazione delle risorse naturali, con risultati significativi anche per noi occidentali. Il corpo materno come ambiente ideale per il bambino prematuro: questo ci dicono numerose ricerche, ma ricordiamoci che la madre non è solo un corpo-contenitore, o un corpo-ambiente per il suo bambino, piuttosto lo contiene con tutto il suo io persona intera, con i suoi pensieri, desideri, progetti, emozioni e con la sua fisicità. Nei nostri ospedali a fatica questo concetto si fa strada, iniziano delle sperimentazioni esitanti e parziali, che però, oltre a un deciso miglioramento per il bambino, rappresentano i primi passi verso un riconoscimento dell’importanza della competenza genitoriale e del legame come terreno indispensabile per la crescita di un bambino.
Diventare genitori significa tra tante altre cose, acquisire la patria podestà, cioè la responsabilità della salute fisica e psichica del proprio bambino, e quindi il potere decisionale sulle scelte terapeutiche ed educative. Rendersene conto fin dai primi momenti, non viene spontaneo, poiché la sorpresa di questo nuovo essere apparso all’improvviso è grande, e occorre un po’ di tempo per rendersi conto di essere diventato padre, madre, che quel bambino è figlio a tutti gli effetti.
Spesso, oltre ai neo-genitori, non se ne rendono conto neanche gli operatori, dimenticandosi di chiedere il consenso dei genitori per gli interventi terapeutici di routine sul bambino, prima di eseguirli, e opponendosi a delle scelte attuate dai genitori che vanno contro le prassi assistenziali abitudinarie. E’ utile ricordarci, che il bambino non è nostro mai e in nessun caso, che non lo dobbiamo “salvare” dai suoi genitori, ma che i genitori sono le persone con cui relazionarci per ottimizzare la cura dei bisogni del bambino.
E’ utile per i genitori, conoscere i loro diritti e le loro responsabilità, per poter attuare delle scelte in armonia con il loro personale stile di vita, ed assumersi consapevolmente la responsabilità per il benessere del loro figlio/figlia. I diritti del neonato e dei suoi genitori fanno parte dei diritti civili, il loro rispetto è un passo indispensabile verso l’umanizzazione dell’assistenza.
Verena Schmid