esaurito

N° 8
taglio cesareo
Esaurito

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Indice:

TAGLIO CESAREO: PERCHE’?
Di Paola Lussoglio (Ostetrica)

VIAGGIO AL CENTRO DEL CESAREO
DI PAOLA FRISOLI (Ostetrica)

ANGOSCIA MATERNA E SOFFERENZA FETALE
Di Lisetta Rafanelli (Ostetrica)

ORA VE LO POSSO RACCONTARE…
Di Marta Campiotti (Ostetrica)

I CUCCIOLI DEL CESAREO
Di Valeria Castagna (Ostetrica)

PRATICA OSTETRICA E PROBLEMI MEDICO-LEGALI
Di Valeria Castagna (Ostetrica)

E QUANDO IL BAMBINO E’ IN POSIZIONE PODALICA?
Di Antonella Marchi (Ostetrica)

COMPRENSIONE E TRATTAMENTO “DOLCE” DELLE MALPRESENTAZIONI FETALI
Di Verena Schmid (Ostetrica)

LA MOXA NELLA PRESENTAZIONE PODALICA
Di Simona Mezzera (Medico omeopata e agopuntrice)

IL RIVOLGEMENTO PER MANOVRE ESTERNE DELLE PRESENTAZIONI ANOMALE
Di Francesco Cardini (Ginecologo-ostetrico e agopuntore)

PARTO VAGINALE DOPO TAGLIO CESAREO SUL SEGMENTO INFERIORE
Tratto da un lavoro di Kate Walmsley e Lesly Hobbs (Ostetriche)

IL BACINO
Di Antonella Marchi (Ostetrica)

LE DISTOCIE MECCANICHE E  DINAMICHE NELL’OTTICA DEL PARTO ATTIVO
Di Verena Schmid (Ostetrica)

EDITORIALE D&D 8  - GIUGNO 1995

IL TAGLIO CESAREO: LE OSTETRICHE NE PARLANO

I tagli cesarei alle stelle: lo possiamo leggere su tutti i giornali, sentirlo dire a tutti i convegni, le giustificazioni sono tante, le soluzioni proposte pochissime, sembra che non si riesca a uscire dal circolo vizioso del contenzioso medico-legale e della speculazione economica. Ancora in molte cliniche universitarie con una percentuale del 30/40% di T.C. ciò viene giustificato con la maggiore sicurezza, quando ormai i tassi di morbilità materna e neonatale sono diventati altissimi. Ancora si propone il T. C. come un parto indolore e più sicuro per il bambino di un parto vaginale, naturale. Leggeremo in queste pagine di D&D della sofferenza delle donne che lo hanno subito, e i rischi che i bambini corrono. Solo quando realmente il rischio della vita è superiore ai rischi dell’intervento, è giustificabile, cioè in una percentuale inferiore a dieci.
La colpa di chi è? Dell’eccessiva medicalizzazione? Della tecnologia? Dei medici? Dei magistrati? Delle donne che lo chiedono? Delle ostetriche?
Vediamo la nostra parte, le nostre responsabilità. Da un punto di vista fisiologico, dove parto è uguale a un miglioramento della salute, a un’attivazione della reattività della donna e del bambino, l’alto numero dei cesarei denuncia una grossa crisi dell’ostetricia. Perché l’assistenza alla gravidanza e al parto non danno più esito in un parto spontaneo? Cosa ne è diventato della prevenzione, della capacità di mantenere la gravidanza nell’ambito della salute, dell’arte di preparare le donne al parto con fiducia e competenza, dell’arte di seguire un travaglio naturale, dove sono rimasti i parti fisiologici? Che fine ha fatto la professionista della fisiologia?
In breve, si può uscire da questa situazione solo riabilitando l’ostetrica. L’arte della midwifery (sapere dell’ostetria) è indispensabile per permettere inanzitutto l’uso appropriato delle tecnologie suggerito dalle raccomandazioni dell’OMS e tuttora disattese, che riduce la patologia iatrogena; è indispensabile per rendere attiva e partecipe la donna, fattore importante per la prevenzione; è indispensabile per guidare la partoriente attraverso la tempesta del parto, è indispensabile per affrontare eventuali predisposizioni al T. C. con strumenti fisici e relazionali.
Quali sono le indicazioni al T. C. per le quali l’ostetrica può avere degli strumenti di prevenzione?
Sono numerose: L’età materna, le gravidanze protratte, il “feto prezioso”, le malpresentazioni, il parto vaginale dopo precedente T. C., le distocie dinamiche e meccaniche del parto. In molti di questi casi con una buona assistenza ostetrica il T.C. può essere evitato. Ne parliamo in questo numero.
Per una donna che chiede maggiore protagonismo e partecipazione, che attua delle scelte rispetto alle modalità del suo parto, accompagnata da un’ostetrica “sapiente”, in un contesto “umano” dove si parla di educazione prenatale, di legame, di qualità della vita, di parto spontanao e consapevole, l’aspettativa di incorrere in un T. C. si dovrebbe ridurre del 8O% rispetto all’aspettativa media italiana.
Ma perché è importante ridurre il numero dei cesarei?
Potremmo adurre tante motivazioni come per es. l’aumento della salute, la riduzione dei costi sanitari, il miglioramento del legame madre-figlio indispensabile per la salute del bambino ecc., ma c’è un motivo centrale: il taglio cesareo lede la potenza generativa della donna, non solo quella fisica, ma anche quella psichica. La donna che lo subisce, vive un lutto, dal quale è difficile guarire, e occorre molto tempo per assimilare il significato dell’esperienza. Anche in questa rielaborazione c’è bisogno dell’ostetrica. Non deve lasciare sola la donna, ma cercherà di accompagnarla e offrirle molti strumenti di recupero attraverso l’allattamento al seno, o un corso dopo parto, o colloqui individuali periodici o altro. In caso di una nuova gravidanza, se la donna desidera un parto spontaneo, è importante aver trovato un senso all’esperienza precedente, averla capita, per potersi così ricollegare con i propri ritmi fisiologici e la propria ciclicità.
Ancora una volta, capire il pieno significato di un parto naturale, spontaneo, per la vita, l’integrità e la forza della donna; capire e valorizzare il percorso che porta verso la maternità, il legame endogeno con il bambino; capire il nostro ruolo relazionale con le donne/coppie, conoscere la fisiologia globale, ci darà le motivazioni per impegnarci intensamente nella prevenzione dei cesarei inutili.
Buona lettura e buon lavoro!

Verena Schmid

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