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EDITORIALE del N.51
DICEMBRE 2005
Allattare, una tappa del divenire
Di Verena Schmid
La gravidanza prepara l'allattamento. Il bambino è, fin dall'inizio protagonista e attivatore della relazione madre - bambino. E' dotato di forti competenze per promuovere la relazione, i cambiamenti fisici nella madre, affinché egli possa esistere, nascere e crescere. Il bambino sa che non può esistere senza la madre, che ha bisogno di lei, quindi arriva attrezzato per la conquista.
Appena concepito produce l'ormone HGC che inizia a dialogare con il corpo materno. Successivamente la placenta, parte integrante di lui, del suo corpo fetale, produce anche l'ormone HPL, che tra altre cose, modifica il seno per il futuro allattamento. Il feto, nella sua forma feto-placentare è da un lato parte integrante dell'organismo materno, quasi un suo "organo interno". Vi vive in simbiosi e in continuo interscambio fin a quando è in grado di uscire e …essere indipendente dal corpo materno…. così si pensa.
Dall'altro lato, mentre il bambino è in utero, dispone anche di una grande autonomia e indipendenza. La placenta è in grado di svolgere le funzioni di tutti gli organi. Il feto stesso produce gli ormoni più importanti per il suo divenire: gli estrogeni, le endorfine, un po' di cortisolo, la somatotropina, l'ossitocina quando è pronto per nascere. Quindi in utero dispone sia di una sua autonomia propositiva verso la madre, sia di una simbiosi endogena totale.
E quando nasce?
Non cambia niente. Da una parte il bambino si presenta con una sua autonomia e personalità, dall'altra parte rimane in totale simbiosi fisiologica con la madre fino al tempo dello svezzamento, cioè, per quasi tutto il primo anno di vita. La madre gli insegna i ritmi fisiologici del respiro, del battito cardiaco, della digestione, del sonno, della veglia. L'organismo materno lo aiuta nell'adattamento e nell'organizzazione dei suoi ritmi fisiologici e psichici. Dalla prospettiva del corpo materno, il bambino impara a conoscere l'ambiente esterno e a prepararsi ad interagirvi direttamente. La madre lo fornisce di sostanze immunologiche, ormonali e lo stabilizza dal punto di vista neurovegetativo. Il seno sostituisce la placenta e le braccia materne l'utero. Quest'utero si allarga anche alle altre persone della famiglia, ma è sempre l'organismo materno, che in gravidanza si è sintonizzato su quello del bambino, a offrirgli stabilità e salute. La relazione fin dall'inizio è tramite e facilitatrice del divenire.
L'allattamento è dunque la continuità della gravidanza e della nascita.
Di questa meravigliosa simbiosi nell'indipendenza o indipendenza nella simbiosi, come si voglia chiamarlo, nella nostra cultura viene vista sol un aspetto: quello dell'indipendenza. Il bambino è percepito come un essere a sé fin dal concepimento e ancora di più, una volta nato. Come se il suo aspetto simbiotico con la madre fosse secondario o indesiderato.
Solo uno sguardo globale riesce a cogliere la contemporaneità di simbiosi e differenziazione e solo all'interno di questo sguardo è possibile, offrire un approccio all'allattamento che possa avere una speranza di successo, che mantenga la visione dell'unione di madre e bambino, pur considerandoli ambedue nella loro specificità individuale. Allattamento non è solo latte, ma è continuità nel divenire, crescita nell'ambiente materno.
I bassi tassi dell'allattamento oggi rispecchiano gli alti tassi di gravidanze e parti medicalizzati.
Questo numero vuole allargare lo sguardo e ridisegnare l'allattamento nel suo contesto ecologico.