Indice n° 58
RUBRICHE
EDITORIALE
Di Verena Schmid
AGENDA
A cura di Amina Contin
POSTA DEI LETTORI
A cura della redazione
IL PERSONAGGIO
Di Clara Scropetta
I RIMEDI NATURALI
Di Claudia Massopust
LA RECENSIONE
Di Marilia Zappalà
INVITO ALLA LETTURA
Di Amina Contin
ARTICOLI
SOCIOLOGIA DEL DISAGIO DI ESSERE MADRI
Di Rossella Minocchi
MAMME UN PO’ TRISTI
Di Rita Beltrame
LA DINAMICA ORMONALE IN GRAVIDANZA-PARTO E LA DEPRESSIONE POST-PARTUM
Di Gabriella Fois
SINFONIA IN BLUE
Di Laura Pugliesi
I DISTURBI DELL’UMORE NELLA CRISI DELLA MATERNITA’ PSICHICA
Di Laura Galardi
COME TI HO FATTO, TI DISFO
Di Verena Schmid
EFFETTI DELLA DEPRESSIONE POST-PARTUM SULL’INTERAZIONE MADRE-BAMBINO
Di Paola Frisoli
DEPRESSIONE POST-PARTUM: COSA FARE?
Di Verena Schmid
NUOVE PROPOSTE DI AGGREGAZIONE PER LA MATERNITA’ E LA FAMIGLIA
Di Marilia Zappalà
SVEGLIARE LA TIGRE
Di Lisetta Rafanelli
GUARIRE LA FERITA DELLA SEPARAZIONE
Di Roberto Fra ioli
L’INTELLIGENZA EMOTIVA: una risorsa poco conosciuta
Di Elena Peccia
EDITORIALE del N.58
Settembre 2007
Gli ormoni, eterni imputati
Di Verena Schmid
Noi donne ormonizziamo troppo, si sa e questo ci comporta un sacco di guai. Gli ormoni sono gli imputati del nostro essere donna e dei nostri problemi.
La depressione in menopausa, la depressione post partum, le depressioni da ciclo sono tutte associate agli ormoni.
Ma la natura nella sua saggezza davvero vuole la donna ciclicamente depressa?
Nella maternità nello specifico, dato che mette in atto tutti i meccanismi per proteggere e promuovere la riproduzione, ha previsto la depressione post partum? Ha previsto che, attraverso un calo ormonale, la madre sia infelice alla presenza del suo bambino? Che sia incapace di interagire con lui? Perché si parla sempre di il calo ormonale da perdita di placenta e mai di picchi di ormoni sessuali e materni nel dopo parto e dell’importanza dell’allattamento precoce e primale nel mantenimento della salute materna?
In questo numero di D&D ci poniamo queste domande e proponiamo riflessioni e dati, che vogliono introdurre altri punti di vista. Ci chiediamo, se facendo del calo ormonale l’imputato primario di una condizione di disagio sociale, non si riaffermi un messaggio subdolo presente costantemente, un pregiudizio culturale preciso: il corpo di donna è fonte di problemi, la donna deve soffrire ecc.; se gli ormoni non fungano da capro espiatorio, per non dover vedere e affrontare le responsabilità della comunità, per non dover prendere provvedimenti di portata sociale.
Approfondendo il tema della depressione post partum emerge con sufficiente chiarezza che le cause provengono principalmente dall’ambiente:
- dall’ambiente medico per un’assistenza depersonalizzata, per la mancanza di empatia insieme alla medicalizzazione che inibisce le compensazioni naturali e infligge dei traumi che non vengono ne riconosciuti ne accompagnati;
- dall’ambiente sociale che non offre nessuno spazio per la neomadre: ne rituali di accoglienza, ne assistenza ostetrica, ne spazi d’ascolto, ne spazi di condivisione.
Ricerche mediche, psicologiche e antropologiche illustreranno questi aspetti da vari punti di vista nelle pagine seguenti.
E le ostetriche cosa c’entrano con la depressione?
La depressione non è forse appannaggio delle psicologhe?
Le ostetriche c’entrano molto, moltissimo. Se loro ci sono con la continuità, con una relazione terapeutica simmetrica, la depressione cala a picco. Hanno un ruolo importante nella prevenzione, nell’accompagnamento, nell’ascolto, nel riconoscere le situazioni di bisogno. Sono molto vicine alle donne, ai loro partner e sono in grado di riconoscere per prime segni di disfunzioni. Sono figure importanti all’interno di una équipe mista che può fornire loro un back up e ulteriori strumenti d’intervento (vedi progetto “Shure start” a p...).
Troverete esperienze italiane ed estere che descrivono degli esempi di possibili interventi, fattibili ed efficaci purché individuiamo con esattezza l’origine del problema e ci stacchiamo dal “codice ormonale”, o solo ormonale. In fondo gli ormoni sono facilitatori che ci indicano i comportamenti adatti e ci guidano negli adattamenti, nei cambiamenti. Ma tutto quello che ne deriva è di tipo sociale.
Spero che con la lettura di questo numero le ostetriche possano tornare da un senso di impotenza alla creatività e “inventare” nuovi servizi per le donne e per una maternità gratificante.
Buona lettura