| Presentazione Ci sono tante ostetriche e tanti modi di essere ostetrica in Europa. Le ostetriche olandesi per esempio, sono per il 90% libere professioniste che lavorano in convenzioni con le assicurazioni. Lavorano molto e hanno poco tempo per le donne, quindi gli aspetti relazionali sono più carenti rispetto a quelli medici. Hanno molta responsabilità ma sono sostenute da una cultura sociale che condivide il loro operato e dalle istituzioni con le quali collaborano alla pari. Le ostetriche inglesi hanno vissuto il grande cambiamento del "Changing Childbirth", un'iniziativa governativa che le ha offerto ampissimi spazi per operare in autonomia. Si sono però trovate a passare da un modello medico tecnologico attivo da decenni a nuove forme di assistenza e relazione con le donne che le pone di fronte a una grossa responsabilità e diverse difficoltà. Così vi è l'ostetrica che preferisce rimanere una "nurse-midwife", un'infermiera-ostetrica, che lavora sotto la responsabilità del medico, l'ostetrica autonoma, che preferisce lavorare all'interno delle istituzioni, come l'ostetrica che lavora da sola con un gruppo di donne in totale autonomia. C'è l'ostetrica tecnologica che gestisce le epidurali e le ecografie, accanto a quella naturalista che propone un percorso di empowerment. Tutte le ostetriche sono sostenute da un'ostetrica supervisore che le aiuta nelle situazioni difficili. Le donne inglesi sono molto informate e pretendono molto dagli operatori, contrariamente all'Olanda si pongono piuttosto come antagoniste che come protagoniste. Le ostetriche tedesche e svizzere hanno l'opportunità di lavorare sia in ambienti tecnologici che naturalisti dentro all'ospedale, la loro scelta si pone tra il collocarsi nel parto medico o nel parto sociale, extraospedaliero. Sono sostenute dalle loro organizzazioni professionali. Le ostetriche spagnole e dei paesi mediterranei, nel loro tentativo di evolversi dal ruolo della infermiera-ostetrica investono di più sul tema dell'autodeterminazione della donna e si impegnano maggiormente nella relazione e nel potenziamento delle donne. Non hanno nessun supporto sociale o istituzionale. Le ostetriche italiane possono scegliere di collocarsi nel contesto tecnologico dove svolgono un ruolo ausiliario, nel contesto umanizzato che le offre una transizione dal modello tecnologico al modello spontaneo con la possibilità di sperimentare nuovi strumenti assistenziali e una maggiore responsabilità diretta, nel contesto territoriale dove i compiti professionali sono più di tipo relazionale o nel contesto libero-professionale, l'unico che le permette di lavorare con la continuità dell'assistenza. Ogni collocazione ha la sua dignità e il suo compito fondamentale. E' importante che un'osterica si trovi in ognuno di questi contesti. La ricerca di una propia collocazione e identità professionale dipende dalla situazine e dalle motivazioni personali. Il corso di specializzazione qui proposto si rivolge a chi cerca una definizione di sé come professionista e a quelle ostetriche che desiderano collocarsi nella promozione della salute e quindi del parto fisiologico e in un modello assistenziale che permetta alla donna un percorso centrale e di potenziamento, offrendo gli strumenti e il supporto necessario. Obiettivi del corso di specializzazione: formare un'ostetrica, professionista autonoma, in grado di promuovere una gravidanza e un parto fisiologico e la relazione madre-bambino, in quanto promozione diretta della salute e perno dell'arte ostetrica; offrire all'ostetrica la possibilità di elaborare una nuova identità personale e professionale; offrire una formazione di base nella fisiologia ostetrica con approccio globale; offrire strumenti operativi per i corsi di educazione alla nascita, i corsi dopo parto e per l'assistenza ostetrica alla gravidanza, al parto fisiologico, attivo, al puerperio. offrire nuovi strumenti per il dialogo interdisciplinare con le istituzioni con modalità simmetriche; formare l'ostetrica per mettere in pratica i concetti del modello assistenziale delle ostetriche (la midwifery care): la continuità dell'assistenza, la scelta della donna, la donna come protagonista, un modello assistenziale centrato sui bisogni individuali della donna e della famiglia in un contesto relazionale; A chi è rivolto il corso? Alle ostetriche diplomate, alle allieve ostetriche Come è strutturato? E' strutturato su due anni. Il primo anno è composto da 6 giorni residenziali iniziali e da 9 moduli di 18 ore a scadenza di 4-5 settimane Il programma definitivo verrà pubblicato nel prossimo libretto programmatico della Scuola Elementale di Arte Ostetrica, quello completo potrà essere richiesto in segreteria a partire dal 1° gennaio 2000. Quando inizia? L'inizio è previsto per settembre 2000, la data esatta verrà definita al raggiungimento del numero minimo delle prenotazioni. Come prenotarsi? Le interessate possono prenotarsi telefonicamente presso la segreteria, tel. 055 57 60 43, e-mail: info@marsupioscuola.it |