| Osservando l'armonia funzionale in gravidanza, durante il parto e l'allattamento, si può concludere senz'altro che il legame prenatale, la comunicazione interiore tra madre e bambino, è la base, l'elemento fondamentale per la salute di entrambi e la chiave per un buon parto spontaneo. Personalmente vedo nella costruzione del legame prenatale il perno attorno al quale impostare l'assistenza ostetrica alla gravidanza. Abstract: La caratteristica della professione di ostetrica è quella di un approccio globale alla donna madre e al bambino prima, durante e dopo la nascita. Non interviene (o non dovrebbe intervenire) in modo settoriale su un segmento del percorso maternità o dell'unità madre - bambino come succede con le altre professionalità coinvolte nell'assistenza materno-infantile, ma si occupa di tutte le persone e di tutti gli aspetti toccati dalla maternità e dalla paternità. In questo senso l'educazione prenatale è solo un ulteriore approfondimento di tutti gli aspetti curati dall'ostetrica, inscindibile dai vissuti emozionali e corporei della donna in attesa e dal suo ecosistema umano. In questo intervento verranno esposti i diversi approcci dell'ostetrica alla gravidanza:
- l'approccio clinico - corporeo che tiene conto dei momenti biologicamente sensibili alla formazione del legame prenatale;
- l'approccio relazionale che sottolinea l'importanza dl sostegno alla donna in tutte le fasi di gravidanza e parto con i dati della ricerca scientifica sull'argomento;
- l'approccio comportamentale che mette in luce gli impatti comportamentali tra madre e bambino in base al temperamento di ambedue e le possibili dinamiche relazionali conseguenti;
- l'approccio emozionale che traccia le principali tematiche interiori che la donna incontra nel suo percorso, quali l'apertura interiore e il rapporto con il proprio terreno materno; i sogni e la sessualità come piano di comunicazione profondo.
Il ruolo dell'ostetrica è quello della facilitatrice ed educatrice. L'approccio globale dell'ostetrica: La caratteristica della professione di ostetrica è quella di un approccio globale alla donna madre e al bambino prima, durante e dopo la nascita. Non interviene (o non dovrebbe intervenire) in modo settoriale su un segmento del percorso maternità o dell'unità madre - bambino come succede con le altre professionalità coinvolte nell'assistenza materno-infantile, ma si occupa di tutte le persone e di tutti gli aspetti toccati dalla maternità e dalla paternità. In questo senso l'educazione prenatale è solo un ulteriore approfondimento di tutti gli aspetti curati dall'ostetrica, inscindibile dai vissuti emozionali e corporei della donna in attesa e dal suo ecosistema umano. Il limite nell'esercizio della professione dell'ostetrica è dato dall'organizzazione del lavoro che settorializza gli interventi sulla donna e non permette all'ostetrica il pieno svolgimento delle sue funzioni non prevedendo percorsi di continuità dell'assistenza. Priva così le donne di quel sostegno e quel punto di riferimento che poi vedremo fondamentale per la sua salute. Per fortuna stanno nascendo le prime sperimentazioni di nuove forme organizzative con rapporti di continuità dell'assistenza in Toscana con un progetto di avanguardia e in Piemonte in alcune realtà operative. L'ostetrica che ha esperienza in rapporti di continuità di assistenza, cioè che segue le donne dal concepimento fino almeno al primo anno di vita del bambino dispone di una grossa possibilità di verifica sui vissuti in gravidanza e durante il parto, sopratutto rispetto al legame madre-bambino. Osservando l'armonia funzionale in gravidanza, durante il parto e l'allattamento, si può concludere senz'altro che il legame prenatale, la comunicazione interiore tra madre e bambino, è la base, l'elemento fondamentale per la salute di entrambi e la chiave per un buon parto spontaneo. E' anche l'elemento sul quale si giocano le fondamentali difficoltà e ambivalenze nel divenire madre. E' l'elemento di unione o separazione tra la coppia. Rappresenta i rapporti tra mondo interno e mondo esterno della donna. Personalmente vedo nella costruzione del legame prenatale il perno attorno al quale imposto l'assistenza alla gravidanza. Ne vorrei esporre i principali punti d'attenzione e di supporto: L'approccio corporeo e clinico: In tutta la gravidanza ci sono alcuni momenti biologicamente particolarmente sensibili al legame. Né è un esempio il primissimo dialogo biochimico tra madre e bambino, che influisce il futuro andamento della gravidanza. Fin dal concepimento è il bambino l'attivatore della relazione, promuove l'interazione con la madre. Segnala la sua presenza all'ovaio e all'ipofisi materno provocando un cambiamento del corpo luteo, della produzione ormonale, e contemporaneamente immette un proprio ormone nel corpo materno, l'HGC, che gli comunica la sua presenza, inducendo una reazione materna destabilizzante, spesso di crisi. Il bambino modifica tutte le attività fisiologiche della madre, prende letteralmente possesso di lei, di ogni sua cellula, la occupa, la "usa", la modifica, si fa spazio dentro di lei. I suoi villi esplorano l'utero e cominciano a scavare nell'endometrio che a sua volta reagisce con la vascolarizzazione e la crescita per accoglierlo. La reazione deciduale può dipendere anche dalla inconscia disponibilità materna all'accoglimento del bambino dentro di sé. Già in questo primo processo possiamo osservare una dinamica tra relazione con il bambino e tematica del proprio materno inconscio. Se la gravidanza prosegue la madre reagisce adattandosi. Cambiano i suoi gusti, la percezione degli odori, il ritmo sonno-veglia, i ritmi comportamentali, la vita emozionale e affettiva. Cambia l'alimentazione, il sistema immunitario che, per l'iniziale aumento di cortisolo, si deprime per accogliere "l'estraneo", permettergli di insediarsi. In un momento successivo aumenteranno sopratutto le gammaglobuline, i leucociti e i linfociti per una maggiore difesa e protezione di madre e bambino. Gli estrogeni in aumento fanno crescere il seno con una forte tensione che prospetta l'allattamento del piccolo, ammorbidiscono le mucose, le articolazioni, insieme alla relaxina rendono più flessibile il corpo della donna, più modellabile; la portano verso la sua sfera emozionale attraverso la quale può comunicare direttamente con il bambino in utero. Il tasso crescente del progesterone induce rallentamenti nella muscolatura liscia, sopratutto nel miometrio, ma anche negli altri organi interni, induce al rallentamento per poter contenere e nutrire il bambino. I canali biologici propongono una modifica del comportamento materno nel senso del rallentamento e della ricettività. Il comportamento imposto alla madre dal bambino nel primo trimestre è quello passivo/ricettivo che gli permette di essere accolto, di annidarsi. Spesso per una donna normalmente attiva questo adattamento è difficile. L'ostetrica l'aiuta a capire quali importanti meccanismi avvengono dentro di lei, e come può aiutare il suo bambino a radicarsi, a creare le basi per la sua esistenza dentro di lei. Il bambino appartiene ancora al mondo invisibile. Oggi sappiamo che difficoltà di adattamento deciduale nel primo trimestre sono all'origine di molte gestosi e sindromi ipertensive del terzo trimestre. Nel secondo trimestre si completa la placenta, vero organo della comunicazione tra madre e bambino, canale di scambio reciproco di informazioni (neurotrasmettitori, ormoni, messaggi biochimici), canale di nutrimento, di ossigenazione, di scambio emozionale, di trasmissione di codici genetici ecc..La placenta è anche l'organo simbolo della unicità e duplicità contemporanea di madre e bambino, mistero incomprensibile alla razionalità che deve suddividere e separare. Il buon funzionamento della placenta è garante della salute del bambino. La comunicazione interiore favorisce il flusso e lo scambio placentare. La madre che impara a stare in ascolto del suo corpo ha la possibilità di conoscere intuitivamente sempre lo stato di salute e i bisogni del suo bambino, così come il bambino conosce lo stato della madre. E' facilitata ora anche dai movimenti attivi del bambino, che sta emergendo dal profondo e diventa più reale, più consapevole. In questo periodo si consolida la stretta, intima unione tra madre e bambino, premessa indispensabile alla futura separazione durante il parto. La madre si apre emozionalmente, si avvicina alle modalità arcaiche di comunicazione, agli archetipi, che appartengono al mondo dei bambini. Ma si avvicina anche al suo centro, alla sua intuizione, al suo sapere antico, si espande fisicamente e emozionalmente. Il bambino a sua volta espande le sue capacità percettive oltre il mondo interiore materno verso il suo ecosistema umano, prima di tutto verso il padre. Si apre un nuovo dialogo di coppia e di triade. E' anche il periodo della preparazione all'allattamento al seno. E' in questa fase che la madre può imparare attivamente come nutrire il suo bambino, non solo di cibo, ma anche di percezioni, di affetto, di ossigeno, di pensieri, di immagini, ecc. E' la dimensione fluida, acquatica della gravidanza, che si ripete nell'esogestazione. L'ostetrica porta l'attenzione della donna su tutti questi aspetti, confermandole e rinforzandola nella sua competenza materna. I sogni: L'attività onirica in gravidanza è fortemente stimolata dall'aumentata attività del parasimpatico, dagli estrogeni, dalla forte stimolazione del cervello arcaico da parte degli ormoni. I sogni riguardano l'universo inconscio dentro di noi e rappresentano il piano più diretto e autentico della relazione madre-bambino. Fin dall'inizio della gravidanza, a volte addirittura ancora prima del concepimento, il bambino fa parte integrante della vita onirica della madre nelle sue forme reali, simboliche, o di proiezioni di angoscia e/o di gioia e creatività. Spesso il sesso del bambino, il suo nome o il suo aspetto, le modalità del parto si rivelano alla madre, o al padre, attraverso il sogno. Nel terzo trimestre i movimenti fetali cambiano caratteristica. Il bambino è più formato e riconoscibile nelle sue parti, i movimenti seguono un suo ritmo individuale, indipendente dalla madre, si comincia a caratterizzare come individuo, la sua posizione è quella del parto e i suoi movimenti di flessione - estensione e di rotazione della testa comunicano alla madre l'imminente nascita e la necessita di separarsi, dividersi in due, distinguersi. Attraverso l'interpretazione funzionale dei movimenti del bambino è possibile comprenderne lo stato di salute, il temperamento e la sua futura partecipazione più o meno attiva al parto. Le contrazioni uterine che seguono le spinte del bambino, oltre a "allenare" l'utero alla contrattilità, inducono un comportamento attivo nella madre, creano delle urgenze in lei, come quella di preparare lo spazio fisico al bambino, quella di concludere tutte le cose in sospeso. Portano l'attenzione verso il bambino reale, verso il suo nascere. L'ossitocina è chiamato anche l'ormone dell'amore, quindi prepara e apre il canale al sentimento dell'amore che la prolattina indirizza verso il bambino. La prolattina prepara verso l'allattamento, il nutrimento, l'accudimento del bambino e facilita l'istinto materno. Verso la fine della gravidanza fisiologica madre e bambino si trovano in una vera e propria simbiosi endogena, cioè i loro organismi si assomigliano nelle loro funzioni di base. La madre si è avvicinata psicobiologicamente al bambino. E' ricettiva verso le stimolazioni infantili e predisposta ad adattarsi alle modalità comportamentali e al linguaggio non verbale del bambino. Si è modificata verso modalità sensoriali più arcaiche ampliando le percezioni sensoriali, la percezione del tempo è rallentata e dilatata, la vita onirica si è approfondita, i ritmi di sonno REM sono simili a quelli del bambino, le onde cerebrali sono prevalentemente simili a quelle del bambino. E' pronta per la relazione diretta con lui. Il compito principale dell'ostetrica è quello di sgomberare questi canali biologici da sovrastrutture e blocchi culturali, dalla paura, dai condizionamenti e creare comprensione nella donna e nella coppia per le grandi capacità loro e del loro bambino e per i potenti meccanismi naturali di protezione e promozione del primo legame. Durante il parto fisiologico e l'accoglimento del bambino: Il parto in fondo non è altro che un momento relazionale, di comunicazione tra madre e bambino. Il processo biologico del partorire è determinato dal grado di armonia e comunicazione esistente tra madre e bambinoche incide sui fattori meccanici, dinamici e plastici. In una comunicazione fluida, dove il bambino è presente come soggetto (quindi dentro la relazione), la madre si affida più fluidamente ai flussi delle energie biologiche, aprendosi scorrevolmente al bambino, i fattori dinamici e meccanici del parto sono in armonia. In una comunicazione scarsa o assente, dove il bambino è oggetto (fuori dalla relazione endogena), sconosciuto, la madre gli si apre con difficoltà, può opporre resistenza, a volta s'instaura una vera e propria lotta tra madre e bambino. Lo stesso processo del partorire prepara la donna all'accoglimento e accudimento del bambino. L'ossitocina è presente a livelli sempre più alti, fino a raggiungere il suo picco massimo 30 minuti circa dopo l'espulsione del bambino, rende la donna attiva e vigile e piena di amore. L'adrenalina materna, stimolata dal dolore e dall'esperienza di forte stress nel dover' affrontare i propri limiti e superarli, le dà una forza estrema che al momento della espulsione e nascita del bambino torna interamente disponibile e la rende attenta e con tutti i sensi all'erta per cogliere e imprimersi il suo bambino reale dentro di sé. L'ossitocina e l'adrenalina (insieme al dolore) stimolano un'altissima produzione di endorfine, che, oltre a rendere sopportabile il dolore, inducono nella donna un'alterazione dello stato di coscienza attraverso un rallentamento delle onde cerebrali con una conseguente capacità percettiva e ricettiva altissima, e uno stato trascendentale di gratificazione e euforia del tutto eccezionale al momento dell'accoglimento del suo bambino. Al momento della nascita del bambino dunque la donna si trova in uno stato emozionale completamente aperto e in uno stato ormonale eccezionale, unico e irripetibile che viene definito come "periodo sensitivo" (da Klaus e Kennel), e che imprime alla nuova relazione la valenza del piacere. Il parto naturale, sostenuto dalla donna con le proprie forze, e con i propri ormoni, non disturbato da interferenze e sostituzioni, le dà la forza e il senso di fiducia nelle proprie capacità di cui ha bisogno per prendersi cura del suo bambino, per crescerlo e contenerlo. Le interferenze, i disturbi, il parto medicalizzato, l'analgesia epidurale, il Cesareo ledono i canali biologici dell'istinto materno, la capacità di accudimento della donna, e, di conseguenza, la salute del neonato. Vedo un compito importantissimo per l'ostetrica nel preparare i genitori a questo momento, proteggerli da ogni interferenza e facilitarli nell'accoglimento del bambino, quando sono in difficoltà. L'approccio relazionale: Il sostegno costante in tutte le varie fasi del percorso maternità è un elemento molto importante per facilitarne i processi e per promuovere la salute in gravidanza. Risulta evidente che un processo di apertura può avvenire solo in un ambiente protetto, dove la donna si possa sentire sicura. La prima persona di sostegno dovrebbe essere il marito, in quanto è la persona più vicino alla donna. L'ostetrica quindi si rivolge preferibilmente sempre alla coppia e valuterà se nelle situazioni individuali il partner risponde a questo bisogno. Se per vari motivi il partner non può essere di supporto, lo sarà un'altra figura vicino alla donna e solo in seconda istanza l'operatrice. La ricerca si è occupata del tema "sostegno"(purtroppo solo durante il travaglio, non durante la gravidanza) e ha messo in evidenza i seguenti punti riguardanti il legame madre-bambino: La donna sostenuta fa meno richiesta di analgesici durante il travaglio (che hanno effetti depressivi sul bambino); l'indice di APGAR del bambino a cinque minuti dalla nascita è più alto; le donne allattano più spesso a 6 settimane ci sono meno depressioni post partum a sei settimane ci sono minori difficoltà nella relazione madre-bambino e nell'accudimento ci sono meno relazioni terapeutiche insoddisfacenti tra ostetrica e partner della donna. Sotto "sostegno" si intende sostegno relazionale con ascolto e accoglienza, sostegno emozionale, con incoraggiamento, rassicurazione, presenza fisica costante; sostegno informativo con informazione completa e libertà di scelta; sostegno fisico con contatto fisico, massaggio, impacchi, alimentazione; sostegno difensivo con interpretazione dei desideri e bisogni della donna e atti finalizzati al loro rispetto, protezione dell'ambiente e dello svolgimento naturale degli eventi. Nella pratica ostetrica il sostegno si concretizza nella relazione terapeutica. L'approccio comportamentale: Ogni donna ha un proprio ritmo e delle proprie modalità comportamentali, un proprio temperamento. La gravidanza impone dei cambiamenti comportamentali relativi, o marginali, variabili per ogni singola gravidanza. E' interessante osservare come spesso il bambino impone determinati cambiamenti comportamentali in base al proprio temperamento ad impatto armonioso o conflittuale con quello materno, definendo così la qualità della relazione fin dall'inizio della gravidanza. Si possono osservare diversi impatti comportamentali: - Il bambino in armonia comportamentale con la madre crea una qualità armoniosa e simbiotica del legame e della relazione. - Il bambino in contrasto comportamentale con la madre, con un temperamento forte si esprime con ritmi definiti come "violenti" e incalzanti, o con ritmi che costringono la madre a rallentare estremamente i suoi. Spesso egli è complementare o opposto alla madre. Si impone e crea una qualità conflittuale della relazione. - Il bambino con un temperamento più debole di quello materno subisce il temperamento della madre e dimostra una scarsa reattività. E' difficile da ascoltare e comprendere e non si propone nella relazione. Rischia di più dal punto di vista della salute rispetto agli altri. Di nuovo l'ostetrica favorisce l'adattamento della donna ai specifici bisogni di quella gravidanza e di quel bambino, rendendola consapevole del primo impatto relazionale. L'approccio emozionale: Così come ogni singolo bambino propone o impone una sua modalità comportamentale alla madre, stimola e apre in lei certe sfere emozionali piuttosto che altre. Una donna con diversi figli potrà indicare le varie sfere sue emozionali toccate dai vari bambini. Uno può aver stimolato l'apertura e l'armonia, un'altro il bisogno di esprimere e tirare fuori i propri pensieri e sentimenti, un'altro l'irritabilità, un'altro ancora la riflessione e l'introspezione ecc. L'ascolto di sé e del bambino può quindi fornire molti elementi per una maggiore consapevolezza e crescita. Due sono poi i grandi temi emozionali che ogni donna affronta dentro di sé durante la gravidanza: Il primo è un processo di apertura interiore che porta la donna a contatto con la sua vita interiore, con la sua storia personale e con tutti i conflitti, problemi e risorse che le sono proprie. Aprirsi significa sentirsi, significa diventare vulnerabile, significa esporsi all'incognita, significa entrare in contatto, significa comunicazione profonda e altro ancora. L'apertura interiore è il terreno sul quale cresce il bambino. Il bambino, con il suo personalissimo progetto di vita può sviluppare il suo potenziale in base al tipo di terreno che trova. E' la cura del terreno che favorisce lo sviluppo del bambino. L'ostetrica può esere metaforicamente la giardiniera del giardino madre-bambino. La stessa apertura alla gravidanza, al bambino è condizione per l'apertura durante il parto. Il secondo processo emozionale fondamentale in gravidanza è il confronto interiore con il proprio terreno materno, con la relazione concreta con la propria madre. Spesso ho potuto osservare donne con un rapporto fluido positivo con la propria madre entrare con facilità e spontaneità in relazione interiore con il loro bambino. Invece donne con un rapporto conflittuale con la propria madre, con un terreno materno scarsamente alimentato esprimono una caratteristica ambivalenza, che da una parte nega la propria origine cercando di fare meglio della propria madre, di differenziarsi nelle scelte e nelle decisioni, dall'altra vive un continuo senso di inadeguatezza profonda e cerca ampie conferme esterne riguardo allo sviluppo e al benessere del proprio bambino. Ho riscontrato in loro una grossa difficoltà al legame prenatale. Attraverso un lavoro relazionale di presa di contatto e coscienza della loro realtà, del loro terreno materno, una sensibilizzazione costante al bambino, una conferma della loro competenza queste donne potevano rinunciare alle aspettative idealistiche, rapportarsi meglio alla loro realtà soggettiva e trovare una via attraverso la consapevolezza per lavorare su di sé e sul loro bambino. La sessualità in gravidanza Il vissuto della sessualità è l'esperienza più vicina alla gravidanza, al bambino sia a livello fisiologico che a livello emozionale e rappresenta un' importante nutrimento per tutta la triade. L'orgasmo contiene in sé la capacità all'abbandono, alla rinuncia del conosciuto, favorisce l'andare verso l'incognita, l'abbandonare i propri confini e limiti a favore dell'unione come esperienza più profonda. Porta all'unione profonda con la polarità opposta. Porta all'esperienza brevissima dell'abbandono dell'io, del proprio centro e a un'esperienza trascendentale. L'unione sessuale riprende l'esperienza della unione con la madre nella vita endouterina e rispecchia nel suo ritmo la matrice di unione - separazione- ri-unione, lo stesso ritmo di gravidanza e nascita. La sessualità durante la gravidanza nutre la donna (il tatto è essenziale per la donna gravida) e il bambino. Se la donna è deprivata di un supplemento ulteriore di affetto e contatto, difficilmente lo potrà dare al suo bambino. L'aiuta a vivere ripetutamente esperienze di unione e abbandono. Favorisce in lei l'apertura. Rilassa e scioglie le tensioni psicofisiche. Le da sostegno e rappresenta una conferma d'amore. Il bambino in utero, partecipe della sessualità dei suoi genitori apprende amore e tenerezza, entra in contatto con "l'altra metà di sé", la parte maschile, attraverso la sessualità si sente completo e riceve nutrimento di energia sessuale che è energia vitale. Fiducia, protezione e unione sono i sentimenti che sperimenta. La relazione terapeutica che l'ostetrica offre alla donna è uno spazio concreto all'interno di ogni visita, di circa un'ora per ogni incontro, dove si possono affrontare gli adattamenti comportamentali e i movimenti emozionali della donna rispetto alla gravidanza. L'ostetrica attenta al legame prenatale porterà l'attenzione sempre verso la presenza e il coinvolgimento del bambino e incoraggerà ogni espressione nei suoi confronti, quelle buone come quelle aggressive e ambivalenti. Aiuterà la donna/coppia a rimuovere tabù e paure inutili e a vivere la gravidanza con piacere. La costruzione del legame con il bambino è una strada che porta attraverso il sé più profondo. E' reale non ideale. | | BIBLIOGRAFIA: P.W. NATHANIELZ: Un tempo per nascere, ed. Boringhieri J. P. RELIER: Amarlo prima che nasca, ed. Le lettere, Firenze WINNICOT, I bambini e le loro madri, Raffaello Cortina ed. R. PALUDETTO, Attaccamento e umanizzazione delle cure neonatali, Crescita 15 / 1985 BRAZELTON, Il primo legame MARIA PRELEC PACCAGNELLA, MARTA PACCAGNELLA, L'attaccamento genitori-figli, La nuova Italia 92 A. MONTAGU, Il linguaggio della pelle, Garzanti JEAN LIEDLOFF, Il concetto del continuum , La Meridiana partenze 94 D&D, Il giornale delle ostetriche n.17: Il legame madre-bambino, ed. Centro Studi Il Marsupio, Firenze: Verena Schmid, "I canali biologici del legame madre-bambino". V. SCHMID, Linee guida per l'assistenza al parto fisiologico a domicilio e nelle case maternità (introduzione); ed. Centro Studi Il Marsupio, 1997 | |
Relazione tenuta a Roma, Università La Sapienza, Congresso mondiale OMAEP: Fondamenti biologici e psicologici dell'educazione prenatale 1998 |