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| La scuola è nata in base alla convinzione che essere promotrici di una nuova professionalità per le ostetriche non possa che passare attraverso l’insegnamento diretto alle ostetriche, sia per le docenti che per le discenti. Un tempo il sapere da ostetrica a ostetrica veniva trasmesso empiricamente, attraverso la pratica e il raccontarsi esperienze, rimedi, o addirittura da madre a figlia, da generazione a generazione. Oggi, con una pratica ostetrica razionalizzata, con la possibilità di accedere a moltissime esperienze trasmesse attraverso la letteratura e le ricerche si aggiunge l’insegnamento teorico a quello empirico. Ma la caratteristica principale dell’insegnamento dell’ostetrica deve rimanere la vitalità, la sperimentazione, il mettersi in gioco, l’aspetto esperienziale anche nell’apprendere le teorie. L’ostetrica rimane una donna accanto alle donne, la sua è una professione viva e vitale, empatica e relazionale e tale dev’essere la sua formazione. La prima caratteristica della nostra Scuola di Formazione è quella di essere composta da una staff di ostetriche con pluriennale esperienza in assistenza continuativa, extraospedaliera insieme a esperienze istituzionali, che trasmettono il sapere professionale ad altre ostetriche e operatori della nascita. Proponiamo quindi nella nostra Scuola un’approccio completamente nuovo all’insegnamento, non convenzionale, sperimentale, per permettere a chi desidera approcciarsi all’apprendimento strumenti concreti e una verifica per le proprie motivazioni e capacità, a chi già si sperimenta da anni, un confronto e un nuovo impulso creativo per il proprio lavoro e a chi vuole cambiare la propria modalità assistenziale, in modo tale da mettere la donna e la sua famiglia al centro, gli strumenti per un’assistenza personalizzata alla donna. Le caratteristiche più importanti della Scuola L’approccio all’ostetricia è globale e sposta i suoi punti focali su obiettivi completamente nuovi. Stiamo elaborando un nuovo modello assistenziale, un “ostetricia per le ostetriche” che tiene conto: - della fisiologia come scienza di base perla salutogenesi; - delle evidenze scientifiche come base per una “buona pratica” - delle “evidenze delle donne”, cioè della loro centralità, dei loro bisogni essenziali, del loro sapere, del loro gradimento e delle loro scelte, basate su un informazione corretta; - dell’esperienza personale dell’ostetrica (vissuti del proprio territorio materno-femminile) e di quella professionale e formativa, - di un approccio globale alla persona Gli strumenti principali per questo quadro professionale sono: - la conoscenza scientifica continuamente aggiornata, - la conoscenza approfondita della fisiologia globale, cioè di tutti quei processi fisici, emotivi, sociali, spirituali che sono propri delle persone umane, la conoscenza delle correlazioni mente-corpo; - la comunicazione, la capacità dell’ascolto e del dialogo - la conoscenza di sé, o meglio, il collocarsi in un continuo processo di presa di coscienza e, anche di considerazione e cura di sé, premessa per poter entrare in relazione - la relazione interpersonale e terapeutica con le caratteristiche empatiche, maieutiche che permette l’empowerment della donna - la capacità di rendere attiva la donna verso la propria maternità e di renderle accessibile le sue risorse interiori - la capacità di offrirle sostegno contenimento e guida, - la capacità di vigilanza e di formulare un piano di assistenza personalizzato, attraverso la capacità di osservazione basata sulle conoscenze della fisiologia globale con lettura clinica, comportamentale e relazionale - la capacità di collaborare con le altre professionalità in un rapporto alla pari con un dialogo aperto e la promozione dell’integrazione dei saperi. Questi strumenti per le “cure ostetriche” offrono all’ostetrica molti ambiti nuovi, autonomi per la sua professione come l’assistenza al parto a domicilio, nelle case maternità, nei reparti di fisiologia di esclusiva gestione di ostetriche, ecc.. L’ostetrica, attraverso le sue competenze globali per madre, bambino in utero e neonato, può concretamente proporsi come figura di riferimento di base nel percorso maternità, come anche nelle altre età di cambiamento della donna, con un rapporto di continuità dell’accompagnamento più che dell’assistenza. Gli strumenti teorici e pratici per una tale assistenza mancano, sia perché non sono previsti nella formazione di base, sia perché le realtà operative innovative sono ancora poche, e quindi le possibilità di fare esperienza concreta è scarsa. La revisione critica dei modelli di assistenza e l’offerta di luoghi del parto diversificati E’ indispensabile che l’ostetrica operi una revisione critica delle pratiche assistenziali, dell’organizzazione del lavoro e delle reali opportunità di scelta per le donne. Non nel senso di definire i buoni e i cattivi, ma rispetto agli obiettivi qualitativi che si prefigge. Le domande da porsi possono essere le seguenti: - Le pratiche assistenziali in uso sono aggiornate secondo le prove di efficacia? - Sono rispettose del diritto di partecipazione diretta e di decisione alle scelte assistenziali della donna? - I luoghi del parto rispondono al bisogno di intimità della coppia? - La continuità del rapporto di unione madre-bambino è garantito? - Gli operatori sono preparati a fornire ascolto e contenimento? - L’organizzazione del lavoro permette di rispondere al bisogno di continuità dell’assistenza della donna? A quali livelli? Queste e altre domande sono fondamentali a prescindere da soluzioni possibili o no. E’ la domanda che apre gli spazi nuovi. L’offerta di formazione continua della Scuola Elementale di Arte Ostetrica prevede corsi e percorsi variamente composti che permettono ad ogni ostetrica di scegliere l’ambito, i tempi e il grado della propria evoluzione professionale. Le proposte riguardano le seguenti aree tematiche: - Gravidanza, nascita, puerperio - Esogestazione (0-9 mesi) - Educazione alla nascita, alla maternità, alla paternità, preparazione al parto, corsi dopo parto - La salute della donna - La professionalizzazione dell’ostetrica - La relazione terapeutica - L’approccio olistico e le medicine energetiche - Le specializzazioni per l’ostetrica - Aspetti imprenditoriali per nuovi servizi di ostetricia Le proposte formative sono organizzate in due settori: i corsi interni (a Firenze) che vengono frequentati dalle singole ostetriche provenienti da tutta Italia, a proprie spese o inviate dalle loro ASL (circa 800 ore formative/anno); i corsi esterni rivolti alle ASL che vogliono aggiornare il loro personale, ai collegi e alle associazioni; quest’ultimi vengono svolti presso le sedi operative del committente (circa 1000 ore formative/anno). Ma c’è un’altro obiettivo che la scuola si pone: consapevole del fatto che la formazione continua è una forza emancipatrice spera di contribuire a dare alle ostetriche quella forza di affermazione e di capacità di gestione necessari per diventare promotrici attive dei cambiamenti, per poter’ mantenere la gravidanza e il parto il più possibile nell’ambito della fisiologia, della naturalità e della salute, per ricoprire una serie di servizi per le donne in prima persona, come lo screening della gravidanza, i corsi di educazione alla nascita da 0 a 9 mesi, i corsi dopo parto, l’assistenza al parto fisiologico, l’assistenza al puerperio a domicilio ecc; in modo da essere più vicine alle donne e poter veramente restituire loro la proprietà della loro maternità rimettendole al centro dell’assistenza. A tale fine la Scuola offre anche la progettazione e/o l’attuazione di nuovi progetti sperimentali per il parto sociale. Inoltre svolge un ampio lavoro culturale, collabora con le istituzioni politiche per la stesura di norme e leggi nell’ambito del settore materno-infantile e con le Aziende sanitarie per la formazione in sede del loro personale. Redige una rivista professionale, D&D, sempre con l’approccio globale già descritto. Altro obiettivo indiretto nel lavoro formativo è quello cambiare la direzione dell' attenzione delle ostetriche dal medico e la struttura alle donne, migliorando la qualità della relazione professionale e, in seguito di indirizzarla alle proprie colleghe per lavorare verso un senso di appartenenza e solidarietà tale da superare l’atavica competizione con l’uomo medico e quella fra donne, e ricercare insieme un nuovo dialogo. Fattori elementali dell’insegnamento Dato che tutti gli obiettivi della suola sono orientati verso l’attivazione: delle donne, della professionalità, dell’imprenditorialità, la metodologia dell’insegnamento non può che essere attiva. Le ostetriche insegnanti si pongono a un livello paritario con le ostetriche discenti, propongono esperienze specifiche, elaborazioni teoriche come anche pratiche alla conoscenza e a una valutazione critica. Offrono la possibilità della sperimentazione, cioè di fare esperienza diretta. Stimolano la riflessione, lo studio e la responsabilizzazione della singola discente nell’assumere i nuovi contenuti. La stessa esperienza dell’apprendimento attivo porta a una diretta esperienza e scoperta di sé, a un’aumento dell’autostima e della coscienza di sé come persona e come professionista, a una crescita personale che spesso diventa “una miccia accesa”, cioè porta allo scoperto un conflitto interiore preesistente e spesso impone di fare delle scelte. L’apprendimento tocca quindi il piano personale e professionale. Può risultare impegnativo, ma produce indubbiamente qualità insieme a una maggiore motivazione e gratificazione nel lavoro,insieme all’empowerment dell’ostetrica. La parola “elementale” è un simbolo, e come tale contiene tanti messaggi che possono riassumere l’impostazione della scuola: deriva dagli elementi della natura, quindi la scuola è orientata verso la conoscenza e la promozione della nascita naturale. Contiene in sé un piccolo mistero come il mistero femminile del partorire. E’ una parola metaforica, indica il doppio linguaggio che la scuola insegna, quello razionale logico scientifico dell’emisfero sinistro del cervello insieme a quello figurativo, creativo, illogico, metaforico, empirico dell’emisfero destro, linguaggio preferenziale della donna gravida e del bambino. L’integrazione interemisferica porta all’uso di nuovi strumenti di lavoro quali per esempio l’intuizione. Elementale simboleggia l’interazione e l’integrazione tra gli opposti che evidenzia la volontà al dialogo e all’integrazione dei saperi tra esperienze extra e intra-istituzionali. La scuola si propone come ponte tra esperienze personali, sociali e servizi istituzionali. Aiuta l'ostetrica a spostare la sua professionalità da una dimensione individualistica ad una dimensione sociale e politica. |