Gavorrano
la sua storia e le sue miniere

di Silvia Messeri

A pochi chilometri da Follonica, nel cuore dell'Alta Maremma sorge Gavorrano. Situato sul fianco del Monte Calvo a 273 metri di altezza, il borgo medioevale offre al visitatore un panorama verdeggiante di boschi di castagni e macchia che si allontanano fino alla piana del fiume Pecora.

Zona paludosa fino a pochi decenni fa, le paludi di un tempo hanoo lasciato il posto ai campi coltivati dai quali si intravedono i segni di quella che oggi viene chiamata archeologia industriale. Infatti, uno degli aspetti più caratteristici della zona circostante il paese sono i pozzi minerari, testimonianza di un periodo lungo cento anni.


Gavorrano (foto FAN ©1997)

Ma la storia del paese si perde nei secoli. Caput Boreanum era il nome del luogo, nome che indicava la punta delle colline dove nacque il borgo ma le prime testimonianze si hanno verso il IX secolo d.C. durante il periodo di Carlo Magno.

Fu lui infatti che donò il castello di Gavorrano alla famiglia Alberti di Mongona come ringraziamento per averlo sostenuto durante la guerra, poi vinta, contro i Longobardi.

Il borgo passò poi, nel XII secolo, a Gualfredo vescovo di Grosseto ed infine, nel XIII secolo ai conti Pannocchieschi, legati alla triste storia della contessa Pia de' Tolomei, ingiustamente sospettata di tradimento dal marito Nello Pannocchieschi e da lui fatta gettare dalla torre del castello.

Con la scoperta di un grande giacimento di pirite, avvenuta nel 1898, l'economia di Gavorrano dipese per un centinaio di anni dall'
attività estrattiva del minerale, attività che si protrasse fino agli inizi degli anni Ottanta.

Oltre che nelle miniere di Gavorrano, l'estrazione aveva luogo in località limitrofe tra le quali Ravi, Rigoloccio e Valmaggiore. Nonostante le miniere della zona siano chiuse, molte delle infrastrutture che per decine di anni sono servite all'estrazione della pirite sono ancora integre.

La più importante di esse é senza dubbio il "Pozzo Roma", situato quasi all'entrata del paese, che emerge per la sua grande struttura metallica. A poche centinaia di metri invece si trova il "Pozzo Valsecchi" che, unico in Europa per la sua struttura di legno, serviva per l'aerazione della miniera.

Oggi questo enorme patrimonio storico sta per essere valorizzato con la creazione di un parco minerario tra i più grandi d'Europa. E' comunque possibile visitare un piccolo "Museo della miniera" gestito dalla Pro-Loco.

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